Le classi di pericolo ADR
Dalla classe 1 alla 9: il pericolo di ogni classe, con esempi dalla tabella A.
In questo articolo
Ogni merce pericolosa appartiene a una classe. La classe dice qual è il pericolo principale: esplosione, incendio, tossicità, corrosione o radiazioni. Da lei dipendono le etichette di pericolo, l’imballaggio e molti obblighi durante il trasporto. L’ADR ha 13 classi, numerate da 1 a 9, perché le classi 4, 5 e 6 sono suddivise.
Le 13 classi in breve
L’elenco è al 2.1.1.1 dell’ADR. Gli esempi vengono dalla tabella A del capitolo 3.2.
| Classe | Denominazione nell’ADR | Esempio |
|---|---|---|
| 1 | Materie e oggetti esplosivi | fuochi d’artificio (UN 0336) |
| 2 | Gas | propano (UN 1978) |
| 3 | Liquidi infiammabili | benzina (UN 1203), gasolio (UN 1202) |
| 4.1 | Materie solide infiammabili, materie autoreattive, materie soggette a polimerizzazione e materie esplosive solide desensibilizzate | zolfo (UN 1350) |
| 4.2 | Materie soggette ad accensione spontanea | fosforo bianco (UN 1381) |
| 4.3 | Materie che, a contatto con l’acqua, sviluppano gas infiammabili | carburo di calcio (UN 1402) |
| 5.1 | Materie comburenti | clorato di sodio (UN 1495) |
| 5.2 | Perossidi organici | perossido organico di tipo D, liquido (UN 3105) |
| 6.1 | Materie tossiche | cianuro di potassio solido (UN 1680) |
| 6.2 | Materie infettanti | rifiuti clinici (UN 3291) |
| 7 | Materiali radioattivi | collo esente (UN 2910) |
| 8 | Materie corrosive | acido solforico (UN 1830) |
| 9 | Materie e oggetti pericolosi diversi | batterie al litio ionico (UN 3480) |
In molte classi ci sono i gruppi di imballaggio, che indicano il grado di pericolo: I alto, II medio, III basso (ADR 2.1.1.3). Le classi 1, 2, 5.2, 6.2 e 7 e le materie autoreattive della classe 4.1 non hanno gruppi di imballaggio.
Classe 1 e classe 2
Classe 1: esplosivi
La classe 1 si divide in sei divisioni (ADR 2.2.1.1.5). La 1.1 indica il rischio di esplosione in massa, cioè un’esplosione che coinvolge quasi subito l’intero carico. La 1.2 è il rischio di proiezione, la 1.3 il rischio di incendio con un piccolo rischio di esplosione o di proiezione. Con la 1.4 gli effetti restano in gran parte dentro il collo. La 1.5 comprende materie molto poco sensibili con rischio di esplosione in massa, la 1.6 oggetti estremamente poco sensibili.
A questo si aggiunge la lettera del gruppo di compatibilità (ADR 2.2.1.1.6), che dice quali esplosivi si possono caricare insieme. I fuochi d’artificio hanno di solito la lettera G, per esempio 1.4G per UN 0336. La lettera S significa che gli effetti restano nel collo finché il fuoco non lo danneggia. Divisione e lettera formano il codice di classificazione, per esempio 1.1D.
Classe 2: gas
È un gas la materia che a 50 °C ha una tensione di vapore superiore a 300 kPa (3 bar) oppure che a 20 °C e 101,3 kPa è completamente gassosa (ADR 2.2.2.1.1). In base allo stato fisico l’ADR distingue tra l’altro gas compressi, liquefatti, liquefatti refrigerati e disciolti, oltre agli aerosol (2.2.2.1.2). In base al pericolo ci sono gruppi indicati da lettere (2.2.2.1.3):
- A asfissiante, O comburente, F infiammabile, T tossico,
- combinazioni come TF, TC, TO, TFC e TOC (C sta per corrosivo).
Se un gas rientra in più gruppi, quelli con la T prevalgono su tutti gli altri e quelli con la F prevalgono su A e O. Stato e gruppo formano il codice di classificazione: il propano è 2F (liquefatto, infiammabile), l’ossigeno compresso 1O (compresso, comburente), il cloro 2TOC.
Classe 3: liquidi infiammabili
Alla classe 3 appartengono i liquidi con punto di infiammabilità non superiore a 60 °C (ADR 2.2.3.1.1). Il punto di infiammabilità è la temperatura più bassa alla quale i vapori di un liquido formano con l’aria una miscela infiammabile (definizione al 1.2.1). Una nota allo stesso paragrafo precisa che gasolio, combustibile diesel e olio da riscaldamento leggero con punto di infiammabilità sopra 60 °C e fino a 100 °C sono comunque materie della classe 3, UN 1202.
Il gruppo di imballaggio dipende dal punto di infiammabilità e dal punto iniziale di ebollizione (ADR 2.2.3.1.3):
- I: punto iniziale di ebollizione fino a 35 °C,
- II: punto di infiammabilità sotto 23 °C, ebollizione iniziale sopra 35 °C,
- III: punto di infiammabilità da 23 °C a 60 °C, ebollizione iniziale sopra 35 °C.
Per questo la benzina è nel gruppo di imballaggio II e il gasolio nel III.
Dalla classe 4.1 alla 9
- 4.1: solidi facilmente combustibili o che possono prendere fuoco per sfregamento, più le materie autoreattive, quelle soggette a polimerizzazione e gli esplosivi solidi desensibilizzati (2.2.41.1.1).
- 4.2: materie che si accendono da sole a contatto con l’aria. Quelle piroforiche si infiammano entro cinque minuti anche in piccole quantità, quelle autoriscaldanti si scaldano senza apporto di energia (2.2.42.1.1).
- 4.3: materie che a contatto con l’acqua sviluppano gas infiammabili (2.2.43.1.1).
- 5.1: materie che di per sé non bruciano necessariamente, ma cedendo ossigeno possono provocare o alimentare un incendio (2.2.51.1.1).
- 5.2: perossidi organici con la struttura -O-O-. Possono decomporsi sviluppando calore e alcuni vanno trasportati a temperatura regolata (2.2.52.1.1, 2.2.52.1.3 e 2.2.52.1.4).
- 6.1: materie che anche in piccola quantità possono danneggiare la salute o uccidere se inalate, assorbite dalla pelle o ingerite (2.2.61.1.1).
- 6.2: materie che contengono o si presume contengano agenti patogeni (2.2.62.1.1). La categoria A, per esempio UN 2814, è la più pericolosa. UN 3373, materia biologica di categoria B, non ha categoria di trasporto nella colonna (15).
- 7: materiali radioattivi (2.2.7.1.1). I colli sono assegnati alle categorie I-BIANCA, II-GIALLA o III-GIALLA in base all’indice di trasporto e all’intensità di dose in superficie (5.1.5.3.4).
- 8: materie che danneggiano la pelle in modo irreversibile o che, se fuoriescono, danneggiano altre merci e i mezzi di trasporto (2.2.8.1.1).
- 9: materie e oggetti con un pericolo che non rientra in nessun’altra classe (2.2.9.1.1). Ci sono l’amianto (M1), le batterie al litio e agli ioni di sodio (M4), le materie pericolose per l’ambiente come UN 3082 e 3077 (da M6 a M8) e le materie trasportate a temperatura elevata come UN 3257 (M9 e M10).
La classe si legge anche nel numero di pericolo sul pannello arancione. La prima cifra indica il pericolo principale: 3 per la benzina (33), 8 per l’acido solforico (80), 9 per UN 3257 (99).
Quando una materia ha più pericoli
Molte materie sono tossiche e insieme infiammabili o corrosive. Il 2.1.3.5.3 dell’ADR fissa i pericoli che hanno sempre la precedenza: prima la classe 7 (salvo gran parte dei colli esenti), poi la classe 1, la classe 2, gli esplosivi liquidi desensibilizzati della classe 3, le materie autoreattive e gli esplosivi solidi desensibilizzati della classe 4.1, le materie piroforiche della classe 4.2, la classe 5.2, le materie della classe 6.1 con tossicità per inalazione da gruppo di imballaggio I e la classe 6.2. Per tutte le altre combinazioni vale la tabella di preponderanza dei pericoli al 2.1.3.10 (ADR 2.1.3.5.4).
I pericoli sussidiari non spariscono. Compaiono come etichette in più nella colonna (5) della tabella A. Il metanolo (UN 1230) è di classe 3 con le etichette 3 e 6.1. Il cloro (UN 1017) è di classe 2 con le etichette 2.3, 5.1 e 8. Come sono fatte le etichette lo vedi nell’articolo sulle etichette di pericolo.
Per ricordarlo: la classe indica il pericolo principale, le etichette della colonna (5) tutti i pericoli. Per i gruppi di imballaggio vale: più è basso il numero romano, più la materia è pericolosa.
Riconoscere le classi al volo
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Fonti
ADR 2025, sezioni 2.1.1 e 2.1.3 (2.1.3.5.3, 2.1.3.5.4, 2.1.3.10), paragrafi 2.2.1.1.5 e 2.2.1.1.6, da 2.2.2.1.1 a 2.2.2.1.3, 2.2.3.1.1 e 2.2.3.1.3, definizioni delle classi da 4.1 a 9 nel capitolo 2.2, definizione di punto di infiammabilità al 1.2.1, paragrafo 5.1.5.3.4 e capitolo 3.2, tabella A. L’articolo spiega le basi. Per la classificazione di una materia reale fa fede il testo dell’ADR.
Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2026